La sentenza della Corte Costituzionale sul blocco della perequazione delle pensioni per il 2012/2013, ha creato molte aspettative; il Decreto Legge del Governo è parziale e insoddisfacente: i pensionati e le pensionate chiedono se sia necessario e utile proporre ulteriori ricorsi per avere piena applicazione della sentenza.
“E’ importante essere chiari: in questa fase è inutile e costoso proporre ricorsi sia verso l’Inps che in sede giudiziale – spiega Bruno Pizzica, segretario generale Spi-Cgil E.R. -.
Primo, perché il decreto deve essere convertito in legge e può essere modificato dal Parlamento e quindi si rischia di ricorrere contro norme che potrebbero non esistere più nel giro di poche settimane; secondo, perché l’Inps ha dato disposizione tassativa alle proprie sedi di NON accettare richieste di ricostruzione di pensione conseguenti alla sentenza.
Così stanno oggi le cose: chi fa firmare ricorsi vari; chi minaccia ricorsi a valanghe; chi contatta i pensionati per “tutelarli”… rischia di seminare illusioni quanto meno premature.
Oggi – prosegue Bruno Pizzica – si è aperto un tavolo di confronto tra SPI-FNP-UILP e Governo: sono stati individuati alcuni temi importanti da approfondire, a partire dalla necessità di rivalutare la pensione-base sulla quale calcolare la perequazione, che va stabilita una volta per tutte. Sono programmati ulteriori incontri e questa è la via prioritaria per affrontare il problema.
Le nostre oltre 300 sedi aperte su tutto il territorio regionale sono a disposizione dei pensionati e delle pensionate: per informare della situazione, per assistere coloro che comunque volessero tentare la strada del ricorso individuale. Lo SPI prende l’impegno formale con tutti i pensionati e le pensionate di verificarne la percorribilità quando il quadro di riferimento sarà compiuto definitivamente”.