Home Cronaca Rapina in abitazione: padre e figlio in manette a Reggio Emilia

Rapina in abitazione: padre e figlio in manette a Reggio Emilia


Dalle prime ore della mattina, la Squadra Mobile di Reggio Emilia sta dando esecuzione a due misure cautelari in carcere, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Emilia, a carico di altrettanti soggetti, padre e figlio appartenenti alla comunità sinti, gravemente indiziati di rapina in abitazione e, il solo figlio, di plurimi reati di estorsione.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, hanno preso le mosse dal furto di una motocicletta. La modalità del furto, avvenuto a seguito di un contatto con il venditore del mezzo su internet, e, soprattutto, la successiva attività estorsiva volta a consentire al derubato, dietro pagamento di somme in denaro, di ottenere la restituzione del mezzo, hanno fatto ipotizzare che la modalità delinquenziale non fosse occasionale.

Le indagini, protrattesi per alcuni mesi e svolte anche con presidi tecnologici, hanno consentito di individuare una frenetica attività delinquenziale da parte di D.D., classe 1997; attività criminale di cui il padre, D. A., classe 1977, era costantemente informato. Il giovane, nel proprio quartiere, secondo quanto emerge dalle indagini, era solito effettuare vari soprusi ed angherie a vicini e passanti e, in particolare, consumare dei furti pretendendo poi del denaro per consentire la restituzione della refurtiva ai legittimi proprietari. Tra le vittime delle condotte estorsive anche due minori costretti a consegnare del denaro per evitare un “verbale” per attività di pesca illegale.

Ad entrambi gli arrestati viene contestata la commissione di una rapina in abitazione, consumata utilizzando un narcotico per stordire la vittima e renderla incapace di reagire.

È ragionevole ritenere che i due si siano resi responsabili di ulteriori condotte estorsive. Nel quartiere infatti, anche in ragione della caratura criminale del padre, era forte il timore di ritorsione a fronte di denunce; il comportamento sfrontato dei due poi porta a ritenere che si avvalessero del clima di omertà creatosi commettendo, in modo sfrontato e quasi ostentato, le condotte delinquenziali ascrittegli.