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Bilancio Unione dei Comuni modenesi Area Nord: positivo il giudizio dei sindacati per un investimento da 30 milioni di euro l’anno


Cgil Cisl e Uil dell’Area Nord hanno promosso nei giorni scorsi un incontro, nell’ambito della contrattazione sociale territoriale, che dà seguito al confronto in essere con l’Unione dei Comuni modenesi Area Nord, per affrontare il tema del Bilancio 2018/2019. Una manovra che per i 9 comuni del territorio supera già i 30 milioni di euro l’anno, di cui un terzo per spese di personale. Cgil Cisl e Uil apprezzano l’impegno per il rafforzamento del ruolo dell’Unione che porta con sé un necessario processo di riorganizzazione interna, a seguito delle nuove competenze conferite, in particolare in ambito sociale.

Dietro i numeri si legge un impegno concreto legato ai servizi scolastici ed educativi, alla cura degli anziani, ai disabili, alla cultura e al sostegno delle famiglie in difficoltà, oltre ad investimenti tecnologici per la sicurezza.
Il quadro di incertezze in cui si muove l’Unione dei comuni deve fare i conti con gli importi dei trasferimenti nazionali e spesso deve rimodulare alcuni degli interventi essenziali per la vita quotidiana delle persone. Con l’obiettivo di formulare un quadro certamente non esaustivo degli interventi promossi e del lavoro svolto sul tavolo sindacale, citiamo alcune delle voci di bilancio più significative.
L’Unione impegna oggi 1.250.000 euro, un importo in crescita rispetto al 2018 di oltre 100.000 euro, a sostegno all’handicap nella scuola primaria e altri 600.000 euro nelle scuole superiori del distretto, mentre per i minori inseriti in comunità l’aumento previsto porta la spesa complessiva a 800.000 euro.
Sempre in tema di strutture, si registra un ulteriore finanziamento che si attesta sui 500.000 euro in favore dei laboratori protetti, mentre per i centri disabili se ne spendono altri 350.000.
Alla tutela degli anziani va l’impegno di spesa maggiore, sia per garantire la fruibilità delle strutture protette e quelle diurne, i ricoveri di sollievo, l’assistenza domiciliare, gli assegni di cura, i centri socio/riabilitativi, i microalloggi e i trasporti, sia per dare risposte alla non autosufficienza, per un importo di oltre 2.900.000 di euro.
I fondi a cui tante famiglie e persone in difficoltà accedono quotidianamente, sempre oggetto della contrattazione territoriale, riguardano il Fondo Povertà finanziato con 250.000 euro nel 2018, aumentato con uno stanziamento una tantum di 90.000 euro, da parte della Regione Emilia Romagna, per il potenziamento dei servizi diretti come lo Sportello Sociale.
Il Fondo sociale locale, storicamente previsto per venire incontro a situazioni di crisi, ammonta ora a 700.000 euro a cui si aggiunge un finanziamento di 180.000 euro, derivante dal contributo della Cassa di Risparmio di Mirandola.
All’Unione e alle Organizzazioni Sindacali spetta inoltre il compito di regolamentare l’uso degli strumenti legislativi di recente introduzione nazionale e regionale, nell’ottica di garantire l’uso efficace e soprattutto equo delle risorse.
Parliamo di misure di contrasto alla povertà e sostegno al reddito (RES/REI e Legge regionale 14/2015), indispensabili per il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale. Attraverso l’implementazione dei Piani Sociali di Zona, questi strumenti producono un risultato in Area Nord in favore di 360 cittadini e per questo confidiamo sul fatto che non vengano cancellate dalla prossima legge di Bilancio 2019.
Le politiche giovanili riguardano l’adesione al servizio civile, l’educazione territoriale per prevenire le situazioni di disagio, ma anche la promozione delle attività di volontariato presso i giovani tanto sostenuta dalla Regione. Per quanto riguarda i servizi educativi e scolastici non va dimenticata la fondamentale attività dei Nidi d’Infanzia, da oltre 40 anni politica attiva di questo territorio a sostegno dell’occupazione femminile. In costante crescita è l’impegno per favorire la frequenza scolastica dei bambini e dei ragazzi disabili.
Completa il quadro degli interventi la destinazione degli alloggi di edilizia popolare che nel territorio riguardano 530 cittadini italiani e 230 cittadini extra Unione Europea. Non manca neppure il sostegno al volontariato, così diffuso e importante per tutta l’area, il cui coinvolgimento riguarda molti settori della vita delle comunità dell’Area Nord, in cui le associazioni partecipano attivamente, sopratutto nella gestione dei servizi al cittadino.
Nel suo complesso il percorso avviato serve per dare maggiore sicurezza sociale e affermare un’idea di sviluppo condiviso di un territorio in costante crescita anche organizzativa, dal carattere fortemente operativo che dovrà continuare mantenendo alto il livello di confronto con le Organizzazioni Sindacali e con l’obiettivo di garantire la coesione sociale in tutte le sue componenti.




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