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Confindustria Emilia Area Centro e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena interverranno a sostegno della crescita di Unimore


Da Confindustria Emilia Area Centro arriverà un contributo di 800 mila euro in due anni finalizzati alla costruzione del nuovo padiglione didattico presso il comparto di Ingegneria “Enzo Ferrari”. Mentre Fondazione Cassa di Risparmio di Modena elargirà 580 mila euro per un intervento edilizio realizzato sul Corpo G del Policlinico dove saranno sviluppate attività di ricerca, diagnostica e clinica nel campo di diverse patologie, comprendenti malattie di pertinenza dermatologica, gastroenterologica, infettivologica e immunologica.

““Questi ultimi anni coincisi col mio mandato – afferma il Magnifico Rettore prof. Angelo O. Andrisano – sono stati anni caratterizzati da una forte crescita delle immatricolazioni ed iscrizioni, soprattutto nei corsi di laurea ad indirizzo scientifico-tecnologico. Dall’altro i progressi nella ricerca medica e il continuo sviluppo di terapie innovative rendono urgente il bisogno di dotarsi di nuovi laboratori e spazi che mantengano elevato il livello delle prestazioni assistenziali e di cura. Pertanto, questo ha evidenziato che gli spazi attualmente a disposizione dell’Ateneo non sono più adeguati ad assicurare quella qualità dell’insegnamento che perseguiamo con la certificazione dei nostri corsi di laurea. Conseguentemente dobbiamo preoccuparci di avere a disposizione strutture che permettano le migliori condizioni di formazione e ricerca, oltre che cliniche per quanto riguarda l’ambito medico. E’ una richiesta che ci viene rivolta non solo dai malati, ma anche dal mondo economico che ci sollecita a formare professionisti competenti, soprattutto ingegneri e giovani da inserire nelle aziende che rispondano ai nuovi profili richiesti. Sono quindi grato a Confindustria Emilia Centro e alla Fondazione Cassa di Risparmio di aver compreso e condiviso il nostro sforzo, che siamo certi va a beneficio di tutta società locale, regionale e nazionale”.

Gli impegni assunti da Confindustria Emilia Area Centro e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena sono riassunti in una lettera di intenti sottoscritta insieme a Unimore l’8 ottobre a Modena alla presenza del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia prof. Angelo O. Andrisano, del Presidente di Confindustria Emilia Area Centro dott. Alberto Vacchi e del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ing. Paolo Cavicchioli.

“Nella nostra realtà produttiva, che conta comparti industriali diversi nella tipologia ma con le stesse caratteristiche di spinta all’innovazione e attenzione alle risorse umane, – ha affermato il Presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi – si avverte una grave carenza di figure ad alta professionalizzazione, in particolare in campo ingegneristico. Si tratta di un problema non nuovo e molto serio, che rischia di inficiare gli sforzi quotidiani delle nostre imprese nella difficile competizione internazionale. Il dialogo e la collaborazione con l’Università ci hanno contraddistinto da sempre, consapevoli come siamo che mettere a frutto le sinergie del territorio è un requisito essenziale per la crescita di un tessuto industriale valido. In particolare, a Modena la Facoltà di Ingegneria, fin dalla sua nascita, è stata sostenuta con tenacia da Enzo Ferrari, tanto che gli è stata dedicata, e dagli industriali che nel tempo hanno contribuito al suo sviluppo.

Oggi stiamo posando un ulteriore tassello di questa collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, per continuare a costruire insieme la strada giusta per dotare le attività produttive del territorio di strumenti prioritari quali conoscenza e innovazione. Il contributo che oggi confermiamo servirà all’Ateneo per dotarsi di un nuovo padiglione didattico, per sopperire alle carenze di infrastrutture (aule e laboratori) per ospitare gli iscritti ai corsi di laurea in Ingegneria”.

Unimore a seguito della crescita di immatricolati nell’area tecnologica (+ 34% nell’ultimo triennio, confermata anche dal trend dell’anno in corso) e scientifica, si è trovata di fronte alla necessità di programmare la realizzazione di un Nuovo padiglione di 9 aule, capace di ospitare un totale di 1092 posti a sedere, che sorgerà presso il campus di Ingegneria “Enzo Ferrari” a Modena. Dovrà rispondere alle esigenze di spazi di cui abbisogna il DIEF (Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”), la Facoltà di Medicina e Chirurgia ed il Dipartimento di Scienze della Vita (ex Farmacia). Il costo stimato dell’opera è di circa 8 milioni, 4.5 dei quali per lavori. La nuova struttura, che si innalzerà su una superficie di 1.500 mq, sarà destinata esclusivamente ad aule universitarie. La proposta progettuale, che contempla la messa a disposizione di un congruo numero di aule con capienza variabile tra 150 e 300 posti a sedere, prevede la costruzione di un edificio realizzato su non più di tre livelli fuori terra.

Al momento si sta concludendo la selezione dei progettisti. L’inizio lavori si stima potrà essere all’inizio del 2019 per concludersi nel 2021.

Inoltre, Unimore aveva da tempo manifestato l’esigenza di ampliare, con un intervento edilizio ad hoc, laboratori e spazi per le numerose attività di ricerca che si conducono da parte di docenti e ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia che operano presso il Policlinico di Modena.

“La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, coerentemente con precedenti iniziative a sostegno della ricerca medica e in linea con la propria mission statutaria – dichiara il Presidente Paolo Cavicchioli – vuole dare una risposta positiva all’’esigenza, espressa dal Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, di supportare la creazione e lo sviluppo di laboratori e attività di ricerca all’interno della Facoltà di Medicina e Chirurgia. A questo scopo la Fondazione darà il suo contributo concreto per la realizzazione di un’area funzionale, nel corpo G del Policlinico di Modena, nella quale sviluppare attività di ricerca, diagnostica e clinica. Ricerca e innovazione – aggiunge Cavicchioli – rappresentano oggi per il settore medico fattori strategici di sviluppo non solo per la messa a punto di terapie più efficaci e meno invasive ma anche per la ricaduta positiva che possono avere sulle aziende del biomedicale, uno dei distretti di eccellenza del nostro territorio”.




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