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Il Sindaco di Bologna Virginio Merola nel XXXVIII anniversario della strage alla stazione


Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, è intervenuto questa mattina in Piazza Medaglie d’Oro dopo il minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage alla stazione del 2 agosto 1980.

“Prima di tutto voglio, a nome del Comune di Bologna e degli altri comuni presenti, insieme ai sindaci, ma anche, care cittadine e cari cittadini, anche a nome vostro, voglio dire una cosa ai familiari delle vittime della strage di Bologna: grazie!
In questi 38 anni, con il vostro comportamento, cari famigliari, avete dimostrato tenacia nel continuare a ricercare la verità e la giustizia e lo avete fatto senza paura, con il coraggio di denunciare e chiedere risposte, senza tacere, senza fermarvi di fronte agli ostacoli. Grazie!
Il nostro Comune, che ha nel suo stemma una sola parola – libertà – è al vostro fianco come sempre, assieme a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. Ogni anno il vostro coraggio ci restituisce la dignità più alta dell’essere cittadini bolognesi: essere liberi, forti e responsabili. Grazie ancora.

E grazie a tutte le associazioni e ai singoli cittadini che anche quest’anno arricchiscono il programma di iniziative che accompagnano la celebrazione di questa giornata.
Grazie alle insegnanti, agli insegnanti e ai loro studenti, grazie ai nostri tassisti bolognesi e a i nostri ferrovieri, grazie alle staffette podistiche, alla bella iniziativa dell’Assemblea legislativa regionale, alla Pubblica Assistenza che in questa occasione ha dedicato un’ambulanza nel ricordo di Enrico Faggioli, uno dei soccorritori di quel 2 agosto.
E grazie alla nostra azienda di trasporti, Tper, ai dirigenti e ai lavoratori che hanno rimesso in moto l’autobus 37, per ricordare come venne utilizzato per i primi soccorsi e successivamente per trasportare le vittime negli obitori.

E’ tutta una città, dunque, che si ritrova qui ogni anno per non dimenticare e che si congeda alla sera con la musica del concorso internazionale di composizione in piazza Maggiore.
Cittadine e cittadini bolognesi che si passano il testimone e così conservano, conservano il valore della solidarietà, il valore della giustizia, il valore della verità. Perché i valori autentici non cambiano, rappresentano le radici forti del nostro passato e sono la chiave per aprire la porta del futuro.

Gli esecutori materiali della strage del 2 agosto li abbiamo conosciuti anche troppo, e sono stati condannati dalla magistratura. Non conosciamo ancora i mandanti di chi ha messo la bomba fascista. Noi riteniamo che deviazioni autoritarie avessero allora infiltrato lo Stato in cospirazione per aggredire la democrazia repubblicana.
E confidiamo, come sempre, nella magistratura perché prosegua nella ricerca dei mandanti degli assassini fascisti mentre è in pieno svolgimento il processo a carico di Gilberto Cavallini accusato di concorso nella strage del 2 agosto. E’ un anno particolare questo, che ci autorizza a essere fiduciosi. Abbiamo fiducia nella magistratura, seguiamo e seguiremo con particolare attenzione il processo Cavallini e lo sviluppo delle indagini. Ma allo stesso tempo non perdiamo la caratteristica che è parte integrante di questa città: guardiamo ai fatti e quelli valuteremo.

Come avete sentito, ho ripetuto due volte la parola fascista. e l’ho fatto perché esiste la verità storica, sono esistite ed esistono forze nazi – fasciste e quindi è esistito ed esiste l’antifascismo, la sua necessità presente e futura. A chi sottovaluta e cerca di ridurre a episodi isolati le recrudescenze fasciste, antisemite e razziste nel nostro Paese e in Europa noi diciamo in modo chiaro e fermo, e come sindaco mi sento un po’ umiliato dal doverlo dire, ma lo dico insieme a voi, diciamo in modo chiaro e fermo: ditelo ai familiari delle vittime del 2 agosto, ditelo ai cittadini bolognesi, guardandoli in faccia senza la scorciatoia dei social network, diteglielo che non esiste più il problema del fascismo.

Dal nuovo Governo, come da quelli precedenti, ci aspettiamo significativi e concreti passi in avanti nella ricerca della verità e della giustizia e di dimostrare con i fatti il rispetto degli impegni, li ha riassunti egregiamente Paolo: la desecretazione effettiva dei documenti e i completi risarcimenti ai familiari delle vittime.

Lo faremo con il dovuto rispetto istituzionale e con la collaborazione e l’attenzione che sempre il Comune di Bologna ha espresso su questi temi. Ieri abbiamo ascoltato le parole del ministro Fraccaro che ha risposto all’interrogazione dei deputati del Partito Democratico. Parole importanti sulla volontà di una desecretazione degli atti che sia veramente utile e non lasci quel senso di frustrazione per un’occasione mancata che il riversamento degli atti in questi anni ha provocato, e giustamente, nei familiari e nell’opinione pubblica. Voglio salutare insieme a voi la presenza del Presidente della Camera Fico, che ha fatto di tutto per arrivare a Bologna, e lo ringraziamo, presto ascolteremo le sue parole.

Care cittadine e cari cittadini,
stringiamoci ancora una volta ai familiari delle vittime del 2 agosto e rinnoviamo la nostra solidarietà e il nostro impegno per chiedere verità e giustizia per loro, per noi, per la nostra città, per la nostra Patria.
Vedete, in questo periodo della nostra storia italiana ed europea, a volte, sembriamo tutti condannati a vivere in un eterno presente. Senza memoria le notizie si bruciano in fretta e quello che è accaduto in passato appare nuovo, senza precedenti e senza cause rintracciabili negli anni trascorsi. A Bologna invece teniamo molto al valore della tradizione perché la memoria è l’ossatura della storia. Non esiste un bolognese che non sappia dove si trovava il 2 agosto 1980, è una data che ha determinato le nostre vite. Per questo non spezzeremo mai il filo di questa bella tradizione che ci permette, ogni anno, di ritrovarci in questa piazza.
Per noi la tradizione si snoda anche nel prezioso e incessante lavoro sulla memoria. In quello, indispensabile, di documentazione storica che continua nelle scuole e permette ai giovani di prendere il testimone della conoscenza di quello che è accaduto. Ricordare e uscire di casa, studiare la storia e uscire di casa, per farlo assieme, uniti e consapevoli perché la storia della battaglia per avere verità piena e giustizia completa sul 2 Agosto, se permettete, è la storia di Bologna da 38 anni.

Questo, diciamo al nostro presidente della Camera, che ci rappresenta tutti, è l’esempio controcorrente, forse, che arriva da questa città. Un esempio che vuole essere utile al resto del paese e a questa fase della vita collettiva della nostra Patria. Un esempio che parla di unità, di unità nelle differenze, avendo ben chiaro l’obiettivo del bene comune. Un esempio che ci riporta a quando tutti, secondo le loro capacità, si misero a disposizione di fronte a un fatto che poteva atterrirci e immobilizzarci. Ognuno fece quello che sapeva e poteva fare e compose così il mosaico che fece guadagnare alla città di Bologna la medaglia d’oro al valor civile. Bologna è questo: è la città che ha saputo reagire, questo diciamo all’Italia. Per questo non si accontenterà mai, fino al raggiungimento pieno della verità”.




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