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Fondazione regionale vittime di reato. Sette nuovi interventi di aiuto


La famiglia di Valerio Verri, la guardia volontaria colpita a morte a Portomaggiore l’8 aprile 2017 da Norbert Feher, noto come Igor il Russo, e quella di Leo Hu Congliang, il ragazzo cinese ucciso a Modena nel novembre scorso da cinque minorenni, il cui corpo venne occultato in una valigia.

Sono due dei sette nuovi casi accolti dalla Fondazione regionale per le vittime di reato, che ha stanziato per ognuno un aiuto economico col quale contribuire al sostegno delle famiglie nellespese affrontate in relazione al reato e per il supporto psicologico necessario, per un impegno complessivo di 52.500 euro. Le istanze, accolte, erano statepresentate dai sindaci dei Comuni di residenza delle vittime, nelle province di Bologna, Forlì e Reggio Emilia, oltre a quelle di Ferrara e Modena per le famiglie di Verri e Hu Congliang.

“Insieme possiamo davvero fare tanto per stare vicino a persone che vivono situazioni drammatiche- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Il lavoro della Fondazione è importantissimo e qui la solidarietà non si ferma alle parole. Per questo nel 2018 abbiamo aumentato i fondi regionali da 90mila a 150mila euro l’anno. La determinazione con cui le vittime aiutate cercano di rialzarsi in piedi e l’aiuto che stanno ricevendo, e penso anche ai centri antiviolenza, ai servizi sociali, all’opera dell’autorità giudiziaria, costituiscono un esempio tangibile di come sia possibile sottrarsi alla violenza e avere una possibilità per ricominciare. Solidarietà e impegno- chiude Bonaccini- che compattano l’intera comunità regionale nel dire no a qualsiasi forma di abuso, a partire dalla violenza di genere e contro le donne”.

“Cerchiamo di dare un sostegno e un aiuto tempestivo- spiega il presidente della Fondazione, Carlo Lucarelli- un concetto, questo, molto emiliano-romagnolo. Concretezza, tempestività e solidarietà sono le linee che guidano il nostro intervento. Esiste una rete di supporto, fatta di volontari e assistenti sociali, che funziona nella nostra regione, e la Fondazione è parte di questa rete. Per questo chiediamo ai sindaci di aderire. E a chiunque lo voglia di sostenere la Fondazione. Se dovessimo stare alle richieste di una maggior sicurezza, dovremmo mettere le telecamere soprattutto dentro casa e in camera da letto”.

Gli altri casi cinque casi

Gli altri interventi accolti dalla Fondazione riguardano tre vicende di violenze sulle donne in famiglia, con il coinvolgimento dei figli.

In particolare, una vittima di stalking e lesioni da parte dell’ex partner, da cui già subiva maltrattamenti durante la convivenza, è stata costretta ad essere ospitata con il bambino in una casa rifugio, perdendo così abitazione e lavoro.

Un’altra donna ha subito violenze per anni dal marito, con problemi di dipendenze, da cui ha avuto quattro figli. Anche nel corso dell’intervento dei Carabinieri l’uomo ha continuato a minacciare ritorsioni.

La terza vicenda riguarda una donna a cui il marito ha cercato di far bere acido, perché non accettava la separazione. Lei è riuscita a non inghiottire il liquido, ma ha riportato diverse lesioni oltre a fratture per i colpi ricevuti. L’uomo, che si era poi allontanato in automobile con i tre figli minorenni, è stato arrestato dalle forze dell’ordine dopo due giorni di fuga ed è ora detenuto con una condanna per tentato omicidio.

In questi casi la Fondazione regionale è intervenuta a sostegno dei progetti di autonomia delle donne con i loro bambini.

Accolte anche due richieste di contributo a favore di minorenni vittime di reato in ambito familiare. Si tratta di una ragazzina, già vittima del padre tossicodipendente, da cui ha raccontato di aver subito molestie sessuali e un tentativo di stupro. C’è poi il caso di un giovane maltrattato per anni dal padre, che lo picchiava con bastone e frusta.

Per questi ultimi due casi, la Fondazione ha stanziato un contributo e lo ha assegnato ai Comuni di residenza, affinché sviluppino percorsi psicologici e educativi in favore dei due ragazzi.

Nel 2018 sono state 43 le persone che hanno ricevuto un sostegno concreto da parte della Fondazione regionale, organismo unico in Italia che in Emilia-Romagna ha l’obiettivo di dare un aiuto di carattere economico, a coloro che subiscono atti efferati, violenze, soprusi, o ai familiari in caso di decesso, sia per le necessità immediate sia per le spese utili a intraprendere un cammino di cura e sostegno.




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