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Giornata internazionale della donna: premiate col Primo Tricolore sei ‘Reggiane per esempio’


Questo pomeriggio, in concomitanza con la 107° Giornata internazionale delle donne, nella sala del Tricolore, si è svolta la cerimonia di premiazione delle 9° edizione del premio “Reggiane per esempio 2018”, il riconoscimento che ogni anno valorizza l’impegno di donne che si sono fatte portatrici di iniziative, valori o modalità di “saper fare” di rilievo ed esempio per la comunità locale.

Sei le donne che, in questa nona edizione, si sono distinte nei due ambiti a concorso per il 2018: giustizia e nuove cittadine.

A conferire il premio, copia del Primo Tricolore, è stato il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, insieme alle assessore Natalia Maramotti (pari opportunità), Raffaella Curioni (educazione) e Serena Foracchia (città internazionale).

“Non è solo oggi l’8 marzo, perché di 8 marzo dovrebbero essercene 365. E questa non vuole essere una dichiarazione retorica perché i valori e le ragioni per cui è nata questa festa non sono del tutto esauriti – ha detto il sindaco Vecchi – Questa città ha saputo affrontare nella sua storia il tema dei diritti delle persone e delle donne. Questa comunità, anche attraverso le donne, ha saputo ritrovare la libertà, scrivere la Costituzione, realizzare l’esperienza di Reggio Children e oggi abbiamo il più alto tasso di occupazione femminile in Europa e il più alto tasso di scolarizzazione della prima infanzia. Questa città ha dimostrato grande impegno nel contrasto alla violenza di genere e al femminicidio e oggi la Casa delle donne è un punto di riferimento non solo rispetto all’assistenza, ma anche dal punto di vista culturale e civile. Abbiamo un vincolo di responsabilità nei confronti della memoria di questa città nel tenere vivo questo impegno che non è stato di poche, ma è stato un protagonismo collettivo al femminile. Il premio che oggi attribuiamo serve a prendere consapevolezza di questo percorso, un percorso che ogni tanto vale la pena ribadire e sottolineare con iniziative come questa per creare consapevolezza collettiva”.

Le vincitrici sono donne, il cui impegno e professionalità, sono stati segnalati da associazioni del territorio. Le candidature pervenute sono state valutate da una Commissione composta dall’assessora alle Pari opportunità del Comune di Reggio Emilia, rappresentanti delle associazioni femminili di Reggio Emilia e delegati di associazioni di rappresentanza che operano negli ambiti di appartenenza delle sezioni delle candidate.

Per quanto riguarda l’ambito della giustizia, il premio è stato conferito ex equo al magistrato Maria Rita Pantani e alla presidente del tribunale di Reggio Cristina Beretti.

Le due candidature pervenute sono entrambe di alta caratura e, avendo entrambe ruoli differenti all’interno del Tribunale, la Commissione, a seguito di votazione per scrutinio palese, ha individuato un ex aequo tra le due candidate per lo stesso ambito e per la stessa fascia di età.

In particolare, Maria Rita Pantani è stata premiata per “la straordinaria professionalità, il talento e l’impegno profuso nella tutela della persona, della famiglia e dei soggetti deboli, per la sensibilità dimostrata sul tema del contrasto alla violenza di genere e alla violenza assistita sui minori. Figura di grande rilevanza all’interno del tavolo inter istituzionale di contrasto alla violenza di genere del Comune di Reggio Emilia. Donna carismatica, dotata di passione, umanità e determinazione nei confronti del suo lavoro”.

Cristina Beretti, prima presidente donna del Tribunale di Reggio Emilia, è stata invece insignita del Primo Tricolore per “le sue doti professionali, umane e relazionali. Ha mostrato notevoli capacità di leadership nelle relazioni. Dotata di una personalità forte e determinata, ha saputo condurre la sua delicata esperienza di giudice con un particolare equilibrio, un rigoroso rispetto della legge, competenza, dignità e coraggio”.

Per la categoria “Nuove reggiane”, sezione over 40, il premio è andato invece alla sportiva Julie Jo Vollersten e all’attivista Faiza Mahri.

A Julie Jo Vollersten sono stati infatti riconosciuti “gli eccellenti risultati sportivi ottenuti e l’impegno nel promuovere, con passione e convinzione, lo sport alle nuove generazioni. Atleta di elevata caratura, è stata capace di ottenere successi anche a livello internazionale. Ha regalato alla città di Reggo Emilia soddisfazioni sportive, vestendo la maglia della Pallavolo Reggiana. Con questo premio si intende valorizzare lo sport che supera le barriere e consente di affermare i diritti dei cittadini e delle cittadine”.

Faiza Mahri si è invece distinta per “il costante impegno sociale volto a favorire la convivenza e il dialogo tra le culture, ma anche per la tenacia e la forza nel difendere i diritti umani di donne e uomini. Nata in Marocco, si è costruita un ricco curriculum, che riflette le sue numerose esperienze che le hanno permesso di consolidare svariate competenze”.

Per la categoria “Nuove reggiane”, sezione under 40, sono state premiate il medico Therese Elvire Etoundi Edima e l’ambientalista Irene Macias Pavon.

A Therese Elvire Etoundi Edima sono stati riconosciuti “il coraggio, l’impegno, la tenacia e le competenze che l’hanno portata, dal Camerun, a eccellere nella professione medica a Reggio Emilia. Ha dimostrato una sensibilità e un capacità di rapportarsi, con empatia, verso i propri pazienti, principalmente donne, spinta da un forte e sincero desiderio di aiutare il prossimo. La sua tenacia l’ha aiutata a superare ostacoli e barriere, solo apparentemente invalicabili. Una figura di esempio per tante giovani ragazze che non devono avere paura di ambire al raggiungimento dei propri sogni”.

Irene Macias Pavon viene premiata “per la sua sensibilità e per l’attenzione a temi di fondamentale importanza, quali la cura e il rispetto per l’ambiente e la trasmissione al prossimo. Orgogliosa della sua origine spagnola, ma con uno spirito pienamente europeo, ha saputo integrarsi al meglio e, quale fonte inesauribile d’ispirazione, idee, energia e creatività, è riuscita a organizzare, coordinare e progettare attività che hanno saputo coinvolgere i suoi nuovi concittadini. È un esempio di impegno costante a favore della comunità, una donna di “ordinaria straordinarietà”.

Anche per l’ambito giustizia la Commissione, data la caratura delle 4 candidature pervenute, tutte con curriculum molto importanti, ma molto differenti tra loro e, prescindendo dalla comparazione per ambiti che in questa fattispecie non era prevista, ha ritenuto di individuare un ex aequo tra le candidate, sia under, sia over 40, ritenendole cittadine esemplari alle quali guardare come riferimento.

 




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