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Confimi: “La politica torni a parlare di piccole e medie imprese”


Dalla pressione fiscale al dialogo col mondo degli istituti di credito, per passare alle grandi riforme, ai mercati esteri, alle nuove opportunità per le nostre imprese. Il 2018 di Confimi Emilia si presenta molto interessante, dopo una stagione di assestamento oggi, la giovane associazione che raggruppa le aziende del manifatturiero, è pronta a crescere ulteriormente. Abbiamo parlato di tutto questo con Gianfranco Lusuardi, presidente di Confimi Reggio Emilia e titolare della nota Clean Service.

Presidente, oggi l’associazione vive una vera e propria rinascita.

“Grazie a nuovi manager di grande levatura come Claudio Zamparelli e come Stefano Bianchi siamo riusciti ad alzare il livello dei servizi e delle consulenze che offriamo alle imprese. Il dott. Zamparelli vanta un grande esperienza nel mondo bancario e sta lavorando con grande perizia per mettere la sua conoscenza al servizio degli associati. Stefano Bianchi invece è uno dei maggiori esperti di consulenza del lavoro, conosce al meglio la contrattualistica, i sindacati. Il nostro calcio mercato non è finito, stiamo lavorando per rafforzare la rosa degli esperti. Sono un imprenditore, capisco e conosco le esigenze degli associati. Stiamo lavorando per dare strumenti concreti a chi ha deciso di lavorare insieme a noi”

Rossella Giavarini, nuova presidente di Confimi Parma, ha detto: “Da soli si va veloci, insieme si va lontani”…

“L’aforisma racchiude alla perfezione il nostro credo. Siamo gente abituata a lavorare sodo, abbiamo costruito le nostre aziende lavorando senza sosta. Oggi la storia ci chiede di andare a lavorare anche altrove, in mercati lontani e sconosciuti. Come possiamo pensare di accettare la sfida da soli?”

Recentemente ha fatto visita a diverse realtà imprenditoriali associate a Confimi Reggio, cosa ha capito da queste visite?

“Ho capito che il manifatturiero reggiano è ancora vivo e che c’è ancora molto da salvare, nonostante la politica scellerata degli ultimi anni. La burocrazia, la pressione fiscale e i tecnocrati hanno messo a dura prova chi, tutti i giorni, deve aprire il capannone e fare lavorare della gente. Prima delle festività sono stato a Corte Tegge, a visitare la Gamma Insonorizzazioni, azienda guidata da alcuni giovani imprenditori che stanno ottenendo molto successo anche lontano dai nostri confini. In quella visita, dove ho conosciuto l’imprenditore Sergio Giaroli, ho capito che il nostro compito principale sarà mettere in relazione i contatti internazionali e continentali tra i vari associati, in modo da creare opportunità reali e concrete. La condivisione può generare grandi opportunità per tutti noi.”

In che modo?

“Abbiamo aziende che operano da anni in Russia, altri associati che invece conoscono bene il Marocco e le aree del Nord Africa. Altri associati, come la nuova associata Erreà, lavorano da anni nel Regno Unito, in Islanda e in Brasile mentre la nostra associazione, grazie ai viaggi del nostro direttore Mario Lucenti, ha aperto una strada verso le realtà emergenti del Medioriente.  Non solo, il nostro esperto di sicurezza sul web, Daniel Rozenek di Tekapp, sta lavorando per organizzare uno scambio tra alcune aziende israeliane e le nostre. Oggi Tel Aviv è uno dei maggiori centri d’avanguardia al mondo per quello che riguarda la ricerca tecnologica e noi aziende emiliane vogliamo approfondire l’argomento. Mettere in comunione questi contatti può essere davvero importante, ora dobbiamo solo innescare questo meccanismo, ingranaggio che si può attivare solo attraverso il dialogo continuo tra chi fa impresa.”

A breve le elezioni, serve una svolta.

“Mi auguro che il dibattito politico torni a parlare di piccola e media impresa e di lavoro. Oggi ci concentriamo su fandonie buone solo per i social e ci dimentichiamo dei problemi seri. Oggi una piccola e media impresa è schiacciata dalle tasse, dalla concorrenza sleale e da una macchina politica che utilizza le imprese solo come bancomat, dimenticandosi di tutto il resto. Le aziende emiliane hanno bisogno di liberarsi della burocrazia, hanno bisogno di formule nuove utili per assumere giovani, hanno bisogno di fondi per la ricerca e per l’innovazione. Tutto il resto sono sciocchezze. Le piccole e medie imprese sono il cuore pulsante di questo paese, se ci fermiamo noi sarà un dramma per tutti”.

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(foto di Gianfranco Lusuardi insieme a due giovani imprenditori modenenesi: Daniel Rozenek di Tekapp e Serena Manzini di Trucchidibellezza)




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