» Cronaca - Reggio Emilia

Rapina con sequestro in villa: arrestato dai carabinieri


Con la complicità di un connazionale, dopo aver tagliato la recinzione esterna e approfittando del fatto che l’allarme fosse spento, si è introdotto nella villa di un imprenditore parmigiano 70enne, abitante nella frazione Martorano del comune di Parma. L’anziano sorpreso a letto è stato picchiato e immobilizzato dai due malviventi che gli hanno legato le mani con delle fascette. Si sono intrattenuti nella villa per circa due ore mettendo a soqquadro la casa per rubare numerosi oggetti preziosi, orologi, monete antiche, denaro per poi dileguarsi.

Un colpo, quello commesso la notte tra il 15 ed il 16 luglio del 2015, per il quale ora il 33enne C.C.C., cittadino moldavo con passaporto rumeno, è finito in carcere. I carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza infatti hanno dato a un provvedimento di pene concorrenti essendo divenuta esecutiva la condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione che il 33enne moldavo aveva patteggiato a dicembre dello scorso nel processo tenutosi davanti al Tribunale di Parma. Oltre a questa condanna, trattandosi di provvedimento di pene concorrenti, vi è anche la condanna ad 1 anno e 4 mesi d reclusione emessa dal Tribunale di Reggio Emilia per il reato di uso di atto falso commesso nel febbraio del 2016 a Reggio Emilia allorquando, arrestato nel capoluogo reggiano proprio per l’efferata rapina ai danni dell’imprenditore di Parma, aveva fornito le generalità di I.T.. Complessivamente quindi 4 anni e 6 mesi di reclusione a cui vanno detratti i periodi di detenzione cautelare in regime di arresti domiciliari che l’uomo stava beneficiando. I carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza, ricevuto il provvedimento restrittivo vi davano esecuzione conducendo il 33enne presso il carcere di Reggio Emilia per l’espiazione della pena. Le indagini si ricorda avevano trovato la svolta grazie all’esame delle telecamere di videosorveglianza della villa di Martorano, che condussero in prima battuta a uno dei due rapinatori (un moldavo 31enne abitante a Reggio Emilia) e successivamente al 33enne C.C.C. che utilizzava l’Alias di I.T.. Oltre ai due esecutori materiali che hanno patteggiato una pena di tre anni e due mesi oltre a mille euro di multa, nell’inchiesta era finito anche un 65nne originario di Ramiseto, maggiordomo ‘infedele’ della vittima. L’uomo infatti finito in manette nell’aprile dell’anno scorso a dicembre delle stesso anno è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per aver architettato la violenta rapina.




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