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Ecco i Campioni dell’economia circolare dell’Emilia-Romagna

Innovazione industriale, aziende e start up impegnate nella gestione sostenibile dei rifiuti, sul riuso, e il riciclaggio. Sono sempre più le esperienze di green economy in questa regione: realtà che hanno già investito e scommesso su un nuovo modello produttivo, chiudendo il cerchio e contribuendo a fare dell’Italia la culla della nascente economia circolare.

I rappresentanti delle realtà emiliano-romagnole che già hanno investito in questo nuovo modello economico, e per questo ribattezzati da Legambiente i Campioni dell’Economia circolare, hanno raccontato la loro esperienza questa mattina a bordo del Treno Verde, il convoglio dell’associazione ambientalista e Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che fino a domani farà tappa a Bologna. Un evento a cui hanno preso parte, tra l’altro, Paola Gazzolo, Assessore all’Ambiente Regione Emilia-Romagna; Lorenzo Frattini, Presidente Legambiente Emilia-Romagna, Davide Sabbadin, portavoce Treno Verde; Daniele Fornari, Ecopneus; Filippo Brandolini, CIC e i rappresentanti delle aziende premiate.

Destinazione finale del messaggio portato dai Campioni è Bruxelles, dove è in corso la discussione per l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare, approvato nei giorni giorni scorsi dall’Europarlamento.

“Si tratta di un ulteriore e importante passo verso un’ambiziosa riforma della politica europea dei rifiuti – ha dichiarato il portavoce del Treno Verde Davide Sabbadin -. Il 24 aprile saremo anche noi Bruxelles, insieme ai campioni italiani dell’economia circolare per sostenere un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio, e far sì che la riforma della politica europea dei rifiuti divenga al più presto realtà. Incontreremo il vicepresidente della Commissione UE, Jyrki Katainen e l’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice del Pacchetto, per chiedere una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi puntando su innovazione e coinvolgimento sinergico tra cittadini, istituzioni e economia. Anche il nostro governo, però, deve fare la sua parte. L’Italia, in sede di Consiglio, deve sostenere una riforma della politica comune dei rifiuti che faccia da volano per l’economia circolare europea, senza nascondersi dietro le posizioni di retroguardia di alcuni governi che si oppongono ad un accordo ambizioso con il Parlamento”.

Il rapporto adottato dall’Europarlamento migliora considerevolmente la proposta del 2015 fatta dalla Commissione Europea, in particolare per quanto riguarda i target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti solidi urbani ed all’80% per gli imballaggi. Il raggiungimento di questi obiettivi consentirebbe – secondo la valutazione della stessa Commissione Europea – di creare 580 mila posti di lavoro, con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee. I posti di lavoro potrebbero crescere sino a 867 mila se, all’obiettivo del 70% di riciclaggio si accompagnassero a livello europeo e nazionale anche misure ambiziose per il riuso, in particolare nell’arredamento e nel tessile. Solo nel nostro paese si possono creare almeno 190 mila nuovi posti di lavoro.

“Nei prossimi anni abbiamo di fronte una sfida importante che non possiamo perdere – afferma Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna -. Grazie all’attuazione della legge regionale sui rifiuti e sull’economia circolare le amministrazioni cominciano a rendersi conto che le prestazioni ambientali sui rifiuti hanno ricadute anche in termini economici. Una legge, è utile ricordarlo, nata dal basso, da una proposta di iniziativa popolare portata avanti da tante associazioni e Comuni, su cui anche Legambiente ha lavorato. Oggi molti comuni si cimentano su progetti di riduzione rifiuti, i centri del Riuso stanno poco a poco prendendo piede, si diffonde sempre più la tariffa puntuale e anche le esperienze di aziende e realtà sociali salite oggi sul Treno Verde dimostrano che la strada dell’economia circolare è già tracciata. Tocca alla politica fare la propria parte, affinché finalmente prevalga questo nuovo tipo di sviluppo contro il business dello smaltimento, delle discariche e degli inceneritori”.

Sei le realtà imprenditoriali – di cui 4 emiliano-romagnole – selezionate da Legambiente e premiate oggi con una medaglia realizzata con The Breath, un innovativo tessuto in grado di adsorbire e disgregare le molecole inquinanti. Storie che è possibile approfondire sul portale www.trenoverde.it che racconta attraverso una mappa interattiva il viaggio del convoglio ambientalista lungo la penisola.

C’è chi ad esempio recupera pneumatici fuori uso trasformandoli in gomma riciclata da usare per superfici sportive o isolanti acustici, come fa Ecopneus. La gomma riciclata è una preziosa risorsa in molti settori come gli asfalti, rendendoli più silenziosi, durevoli e sicuri; nell’edilizia grazie alle ottime proprietà fonoassorbenti e antivibranti; nello sport, dove garantisce l’ottimale risposta elastica per l’atleta, la capacità di assorbimento degli urti, la resistenza alle deformazioni e agli agenti atmosferici. Tante valide soluzioni e idee eco sostenibili rese possibili dalle quotidiane attività di raccolta degli pneumatici fuori uso che in Emilia-Romagna ne hanno consentito di recuperare nel 2016 ben 22.971 tonnellate: equivalenti in peso a oltre 2,5 milioni di pneumatici da autovettura, che messi in fila formerebbero una “striscia” lunga 1.276 km, la distanza tra Bologna e Berlino.

Promuovere la riduzione dei rifiuti, l’attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse ed in genere delle frazioni organiche compostabili è la mission ad esempio del CIC, il Consorzio Italiano Compostatori, una struttura senza fini di lucro che conta circa centoventi soci. L’impegno dei compostatori del CIC è la costante ricerca di soluzioni improntate verso la minimizzazione dell’impatto ambientale degli impianti e un elevato standard qualitativo dei prodotti ottenuti, producendo biogas oltre che il compost impiegato in agricoltura e nel florovivaismo. L’ultima frontiera del settore è l’upgrading del biogas a biometano, un biocarburante che può essere impiegato nella sostituzione di carburanti fossili e risponde in modo ancora più efficiente ai principi dell’economia circolare.

Tra i campioni emiliano-romagnoli è stato proclamato il Gruppo ILPA, produttore di imballaggi per alimenti in plastica termoformata e semi-lavorati. Le sinergie create infatti dalle sue tre divisioni integrate verticalmente, permettono ad ILPA di gestire completamente la supply chain dell’r-PET con il controllo dell’intero processo di riciclo, dal materiale post consumo fino alle successive fasi di selezione, lavaggio, macinatura, estrusione e termoformatura di imballaggi per alimenti in r – PET. Di particolare rilievo l’impianto di riciclo delle materie plastiche dedicato al recupero del pet proveniente dalla raccolta differenziata, e la produzione di film in r-pet con una struttura a 3 strati dove i due esterni utilizzano PET vergine mentre quello interno (almeno l’80% in peso) è costituito da PET riciclato. Il Gruppo ILPA nel 2016 ha prodotto 18.000 tonnellate di materiale riciclato, contribuendo ad evitare la produzione della stessa quantità di PET vergine e nel periodo 2012-2016 ha registrato un incremento di materia prima seconda pari a 5.000 tonnellate.

Il gruppo AIMAG, invece, gestore di servizi idrici, energetici, rifiuti e illuminazione pubblica, è stato protagonista di una convinta accelerazione del servizio porta a porta con tariffazione puntuale presso alcuni dei comuni gestiti, che ha dato risultati sorprendenti in termini di raccolta differenziata e di diminuzione dei quantitativi a smaltimento. Il modello implementato da AIMAG è strettamente coerente con il sistema impiantistico che, negli anni, è stato potenziato per valorizzare il recupero di materia e di energia. La società gestisce due impianti di compostaggio (di cui uno con sezione anaerobica per la produzione di energia elettrica e uno in cui verrà realizzata una sezione di digestione per la produzione di biometano da immettere in rete), una società che si occupa del trattamento dei rifiuti da imballaggio (carta/cartone, plastica, legno) e li prepara per le filiere del riciclo, ed infine una società che gestisce il trattamento ed il recupero dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Tra i premiati anche alcune esperienze che all’economia circolare abbinano il carattere sociale, come nel caso della coop La Città Verde. L’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, “core business” della Cooperativa ed attività trasversale rispetto a quelle di natura produttiva (cura del verde, gestione rifiuti, arredo urbano, trattamento rifiuti, socio educativo), si è coniugata nel tempo con un’attenzione sempre più forte alla circolarità grazie alla recente inaugurazione di un impianto di compostaggio e produzione di cippato che permette a La Città Verde di chiudere la filiera dei settori produttivi già esistenti. Una vera e propria attività imprenditoriale che si innesta nella struttura complessiva della cooperativa promuovendo, al contempo, il rafforzamento della coesione sociale.

Formula Solidale, invece, nasce due anni fa dalla fusione tra due cooperative sociali storiche del territorio, Gulliver e CSIPM, attente alle fasce deboli della cittadinanza e impegnate nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e disabili. La mission è la stessa: l’inserimento lavorativo per persone disabili, detenute e svantaggiate, attraverso la progettazione di percorsi personalizzati di avvio al lavoro nella gestione di un Centro del Riuso; il presidio delle stazioni ecologiche, lo spazzamento delle strade, la raccolta e il trasporto dei rifiuti; la pulizia e la manutenzione delle aree verdi; il ritiro e il pre-trattamento dei RAEE non pericolosi.

Differenziare i rifiuti si tramuta anche in vantaggi economici per i Comuni come dimostrano i dati del Conai. Nella provincia di Bologna ad esempio, nel 2015, sono state raccolte 65.526 tonnellate di rifiuti di imballaggio (in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro) che hanno permesso ai comuni della provincia di beneficiare, nello stesso anno, di di 7,9 milioni di euro di corrispettivi per i maggiori oneri derivanti dalla raccolta differenziata degli imballaggi.

 

 

 




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