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Fondo sociale europeo. Dal 2007 al 2013 in Emilia-Romagna finanziate attività formative con oltre 875 milioni di euro


In Emilia-Romagna dal 2007 al 2013 sono state 312.814 le persone coinvolte nelle 30.812 attività finanziate dal Fondo sociale europeo con oltre 875 milioni di euro, pari al 103,4% della dotazione complessiva del Programma operativo. Oltre il 50% delle risorse sono state investite in interventi per l’occupabilità, cioè per rafforzare la capacità delle persone di trovare e di mantenere un lavoro. Le donne rappresentano complessivamente il 45,7% del totale delle persone coinvolte dalle attività. Sono alcuni dei risultati conseguiti dalla Regione Emilia-Romagna con la programmazione del Fondo sociale europeo nel periodo 2007-2013, presentati a Bologna al Comitato di Sorveglianza, l’organismo previsto dai regolamenti comunitari con il compito di accertare la qualità e l’efficacia dell’attuazione del Programma operativo regionale, presieduto dall’assessore Patrizio Bianchi e composto da Valentina Remida della Commissione europea e Marianna D’Angelo dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e Giuseppe Di Benedetto dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
“Nell’arco della programmazione abbiamo attraversato e superato la crisi e affrontato il terremoto del 2012, continuando ad investire sulle competenze delle persone– ha spiegato l’assessore Patrizio Bianchi-. In risposta a tali eventi, abbiamo reagito con tempestività, coniugando politiche occupazionali, di sviluppo economico e di competitività del sistema, con le esigenze di integrazione e inclusione anche attraverso piani di intervento strutturati e concertati. Mi riferisco al Piano di politiche attive del lavoro per salvaguardare capacità produttive e professionali, occupazione, competitività e sicurezza sociale, al Piano per l’occupazione dei giovani e alle misure a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma finanziate grazie al contributo di solidarietà di 40 milioni di euro stanziato dalle Regioni del Centro Nord. Piani che hanno permesso di garantire un’offerta di interventi vasta e diversificata dimostrando le potenzialità del Fse – il fondo di cui in questi giorni si celebrano i 60 anni – anche in situazioni straordinarie e confermando l’Emilia-Romagna tra le regioni più virtuose per capacità di valorizzare le risorse comunitarie.”
Il 2007/2013 è stato anche il periodo di programmazione che ha visto nascere la nuova infrastruttura formativa regionale, “ER Educazione Ricerca Emilia-Romagna”, articolata in quattro segmenti: Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), Rete Politecnica, Alta formazione e ricerca, Lavoro e competenze. ER è un’infrastruttura per lo sviluppo che, in una visione integrata di specializzazione e complementarietà dei percorsi e dei soggetti formativi tra loro e con le imprese, risponde a due obiettivi. Il primo è garantire a tutti i cittadini pari diritti di acquisire conoscenze e competenze ampie e innovative e di crescere e lavorare esprimendo al meglio potenzialità, intelligenza, creatività e talento. Secondo obiettivo è generare condizioni di più stretta relazione fra offerta formativa e fabbisogni di crescita e qualificazione del capitale umano.

Il Por Fse 2007/2013 dell’Emilia-Romagna
Con una dotazione pari a 847.204.199 euro, l’Emilia-Romagna stanziando risorse proprie ha certificato complessivamente 875.600.057 euro, pari al 103,4% del POR.
Negli utilizzi, risulta prioritario l’asse II – Occupabilità, con un impegno pari a 481.225.490,33 euro (51,4% del totale impegnato). Le persone che hanno iniziato una attività formativa sono in totale 313.681, 312.814 quelle che hanno concluso il percorso, oltre il 99% degli avviati. Le donne rappresentano complessivamente il 45,7% del totale.
Rispetto alla condizione sul mercato del lavoro, i lavoratori occupati rappresentano la categoria maggioritaria con il 59%, seguiti dai disoccupati al 23,3%.
La fascia di età prevalente è quella degli adulti da 25 a 54 anni pari al 67,8%, seguita dai giovani da 15 a 24 anni con il 26,9%. I destinatari over 55 hanno registrato un sostanziale trend di crescita dal 2007, passando dall’1,1% al 5,3%.
Il 43,6% dei destinatari ha titolo di studio di istruzione primaria e secondaria inferiore; il 40,4% un’istruzione secondaria superiore, mentre il 16% circa dei destinatari ha una formazione universitaria o post-universitaria.
Sono 640 i bandi emanati, Bologna è la Provincia con il maggior numero di avvisi, seguita da Modena e Ferrara.
Nel corso del periodo di programmazione 2007-2013, le azioni attuate sia a livello regionale che a livello provinciale hanno potenziato e confermato un’attenzione particolare alla parità di genere, dando priorità agli interventi che perseguivano l’obiettivo in maniera trasversale, sia in termini di riconoscimento di priorità alla partecipazione delle donne, sia in termini di attenzione alla costruzione di una offerta rispondente alle specifiche aspettative ed esigenze femminili. Attenzione anche a garantire la partecipazione dei migranti al mercato del lavoro. La promozione dell’interculturalità ha rappresentato una leva per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo economico e di coesione sociale individuati dai documenti di programmazione.




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