“Dopo aver vissuto in prima persona le elezioni del dicembre 2015 per il rinnovo degli Organi amministrativi del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e aver letto i relativi verbali, non avevamo dubbi sulla sentenza che il Tar avrebbe potuto emettere di fronte ad irregolarità così macroscopiche”.

Ad esprimersi in questi termini, all’indomani della sentenza che ha respinto il ricorso presentato da Coldiretti e Lapam-Confartigianato, sono i rappresentanti della lista “TerrAcqua”, che il 13 dicembre 2015 raggruppò 11 associazioni di categoria (e tra queste Cia, Confagricoltura, Copagri, Confcooperative e Legacoop, rappresentate da Agrinsieme) in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Bonifica.

“La sentenza – proseguono le associazioni – respinge la pretesa di Coldiretti e Lapam-Confartigianato di convalidare una competizione palesemente inquinata da un alto numero di violazioni, così come avevano sancito i controlli del Comitato amministrativo uscente e poi, in modo più approfondito, l’ex magistrato Zincani, incaricato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito della gestione commissariale del Consorzio stesso dopo la non convalida del voto”.

“Con quello giunto ora – sottolineano gli esponenti di Agrinsieme – sono ormai tre i pronunciamenti che si sono succeduti su quelle elezioni, e tutti sono andati a confermare (quando non ad aggravare) le irregolarità segnalate nel reclamo iniziale da parte di componenti della nostra lista e che hanno trovato pieno riscontro in tutte le occasioni. Infatti, la sentenza del Tar dichiara improcedibile il ricorso della Lista sostenuta da Coldiretti e Lapam-Confartigianato, mentre “i motivi aggiunti sono in parte inammissibili e in parte infondati”.

“Va aggiunto – ricordano le associazioni – che il testo della sentenza rende pienamente giustizia alla correttezza dei comportamenti di tutti gli Organi che hanno deliberato in merito, a partire dal Comitato fino al Commissario e al suo Consulente. In definitiva, il Tar respinge tutte le obiezioni mosse nei riguardi delle decisioni assunte da questi soggetti da parte della lista Coldiretti, condannata al pagamento delle spese di giudizio”.

“Riteniamo – affermano i rappresentanti di Agrinsieme – che l’assurda pretesa di passare sopra ad ogni elementare senso di legalità dovrebbe ora cadere definitivamente, lasciando il posto ad un confronto corretto e democratico che riporti il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale nel pieno delle sue funzioni”.

Su questo versante, le associazioni di Agrinsieme esprimono una valutazione positiva sulla gestione in corso da parte del Commissario nominato dalla Regione. “Tuttavia – aggiungono – è necessario che si torni al pieno potere decisionale dei contribuenti, che in questo periodo abbiamo cercato in ogni caso di assicurare in collaborazione con il Commissario”.

“Ora – conclude Agrinsieme – auspichiamo che ci siano le condizioni affinché la Regione possa fissare al più presto nuove consultazioni dei contribuenti del Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale”.