» Sassuolo - Sociale

Attraversando il mondo in bicicletta con Cherif

7 anni, 77 paesi, 150000 km. Possono essere solo numeri ma per Cherif sono tutt’altro. Con la bicicletta il 25 febbraio si appresterà a pedalare intorno al globo, in completa autonomia. Munito della sua bicicletta Camy, sacco a pelo, tenda, fornellino e telecamerina, trasmetterà e porterà in questa avventura ecologica, economica e solidale, messaggi di amore e speranza in un mondo che ogni giorno sempre più conosce solo dolore. Come primo arabo/mussulmano, andrà ad attraversare i Balcani per poi fare rotta per l’Asia, l’America ed infine il nord Europa.

Il Progetto di Cherif

Il Giro del Mondo in bicicletta attraversando 77 paesi.

Sassolese di seconda generazione, italo/marocchino, tenterà come primo sassolese e primo marocchino, un’impresa sportiva, fisica e psicologica.

“Lascerò la mia amata Italia per galoppare sulla mia splendida bicicletta. Attraverserò continenti interi, paesi, oceani, isole, montagne, con l’unica intenzione di trasmette un messaggio di speranza, di evolvermi e mettere le mie conoscenze e capacità a disposizione del pianeta, qualsiasi cosa possa questo significare: madre terra, animali, alberi, fiori, cose, persone, minerali, pietre. Tutto: buoni o cattivi, bianchi o neri, gialli o marroni, giovani o vecchi, uomini o donne, ricchi o poveri, religiosi o no“.

La Bicicletta è il mezzo più responsabile per muoversi, il mezzo più ecologico del mondo, il più ottimale nel rapporto costi benefici. Inoltre la bicicletta procede all’andatura migliore per osservare, per cogliere al massimo le sfumature tra un luogo e un altro.

• L’integrazione: Parto con la consapevolezza che uno degli ostacoli maggiori del viaggio siano le frontiere, le burocrazie che negano il passaggio. Il concetto difficile e utopico della libera circolazione può essere un primo aiuto all’integrazione, sempre più necessaria fra i popoli. Vorrei portare un po’ di Europa nel Mondo e un po’ di Mondo in Europa, parlando “male” più lingue per accorciare le distanze geografiche. Vorrei portare alto il nome della mia città, Sassuolo.

• Conoscere se stessi: Conoscere i propri limiti, le proprie paure per poi sconfiggere i propri pre-concetti e superare il bagaglio culturale. Arrivare a capire come reagisce la nostra personalità fuori dal nido sicuro del mondo occidentale.

• Conoscere un po’ del Mondo: L’obiettivo è riportare a casa un’esperienza utile anche per chi non ha la fortuna o il desiderio di compiere un viaggio così estremo. L’interscambio culturale deve avere come fine una crescita collettiva, prendendo come esempio il lascito dei grandi Viaggiatori.

Why – Perchè fare questo viaggio

Qual è stato il mio punto di partenza? Sono naturalmente partito da una considerazione personale che, sono sicuro, sia condivisibile e condivisa dalla maggior parte di voi.

Se nel nostro mondo, quello occidentale, americano, europeo, ricco, industrializzato, capitalista, consumista, moderno, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare, e sicuramente in Italia, i giovani crescono pensando di aver scelto la propria strada, gli stessi non si rendono conto che dietro ogni cosa, ogni scelta, c’è stata e c’è l’implicita influenza della loro famiglia, di scuola, società, mass media.

Spesso capita anche che i giovani scelgano la propria strada per confronto, comparazione con altre persone che conoscono, genitori, fratelli, parenti, amici, fidanzati, colleghi, convincendosi di essere i fautori del proprio destino, della propria vita, senza capire invece di essere stati messi su un “binario predefinito”.

Senza rendersi conto che il tempo passa velocemente e che questo binario diventerà presto il binario di tutta una vita. E, nonostante non siano soddisfatti, andranno avanti su quel binario perché non immaginano nemmeno che ci possano essere altre strade da percorrere. Infinite strade, infinite possibilità.

La società e la famiglia, ma soprattutto il confronto, il costante, perverso e quotidiano confronto con altre persone e con il concetto distorto di “status” e di “successo” che la nostra società ha coniato, tutto ci dice che la strada che abbiamo scelto è la strada giusta e alla fine siamo noi stessi che ci diciamo: “cos’altro potrei fare nella mia vita se non questo?”. E così andiamo avanti.

La domanda chiave è: “cos’altro potrei fare nella mia vita?”.

La risposta più naturale è: “quello che sognavo da bambino!”.

Quando siamo bambini non sogniamo alcun tipo di lavoro se non il pompiere, la ballerina, l’astronauta. Nessuno di noi sa cosa vuol dire fare il Controller, il Brand Manager, il Sales Manager, l’Accountant, lavorare all’Help Desk, al Customer Service, fare la Promoter o qualcosa di simile.

Quando siamo bambini sogniamo uno stato mentale. Uno stato dell’anima. Uno stato di costante euforia e gioia. Sogniamo tutto ciò che c’è di più vicino ai nostri valori più intimi, sogniamo di toccare il cielo con un dito, di riempirci i polmoni di felicità, di inebriarsene; ognuno di noi, quando è bambino, sogna di essere adulto e fare il miglior lavoro del mondo. Leghiamo il lavoro al sogno, alle nostre passioni. Sin da quando iniziamo l’asilo, la domanda principale che ci verrà chiesto di rispondere sarà: “cosa farai da grande?”.

E la risposta, a quell’età, non può che essere una risposta che viene dall’anima; la risposta più onesta; la risposta che riflette le nostre passioni, i nostri hobbies, i nostri irrinunciabili desideri.

Poi, cresciamo. Studiamo e iniziamo a lavorare. E cominciamo a sognare il fine settimana, la settimana corta, la festività del 10 Maggio, le vacanze, arrivando persino a sognare di ammalarci pur di guadagnare qualche giorno di malattia/vacanza.

Dov’è finito il sogno? Scomparso, dimenticato. E ognuno di noi va avanti dicendosi: “quando sarò vecchio, quando andrò in pensione, allora si che avrò tutto il tempo che mi serve per seguire i miei sogni, tutti i miei sogni, proprio quelli che per ora, solo per ora, metto in un cassetto”.

Ma sappiamo tutti che non è così che va la vita. È sufficiente osservare i nostri nonni, genitori o parenti, per renderci conto che, quando saremo vecchi, quando andremo in pensione, dovremo affrontare molti altri impegni, pensieri, acciacchi, problemi. E posporremo ancora ed ancora i nostri sogni, con la consapevole amarezza che la maggior parte della nostra vita se ne sarà andata e i nostri sogni andati con lei.

Style – Stile di Viaggio

Questo tipo di viaggio per essere perfetto richiede una coerenza di fondo tra il muoversi in Bicicletta e il vivere nei vari luoghi. Sono un viaggiatore sempre a contatto con la Natura e con le persone del posto. Lo stile del Viaggio è in economia, dormo il più possibile in tenda protetto magari da un albero e sfrutto al massimo il mio fornelletto da campeggio. Dove è ben visto chiederò ospitalità alla gente locale, magari un pavimento sotto un tetto o una doccia calda dopo ore di pedalate al freddo.

Innanzitutto perché non è possibile alle mie finanze ma anche perché non romantico appare pedalare di giorno a contatto con la terra  e dormire la sera in lussuosi Hotel, sfamandomi in ristoranti eleganti, magari franchising uguali da New York a Pechino.

Tenda, sacco a pelo, borraccia, fornello da campo, qualche vestito, sapone da bucato e taccuino sono i principali oggetti presenti nelle sacche della bici, oltre a un necessario e grandissimo spirito d’adattamento.

Equipment – Dal materiale bici al materiale per il campeggio

A volte la scelta di un posto dove mettere la tenda è forzato dalle condizioni climatiche o di tempo, altre volte invece si sceglie un posto perché si vuole essere lì in quel momento e godere a pieno del luogo, del paesaggio, della natura. In pratica significa vivere la strada e per strada, significa costruire la propria casa ogni giorno in un posto diverso. Ho scelto tenda, materiale da campeggio e materiale bici, in base alle caratteristiche di durabilità e di capacità di resistere ad ogni clima.

Bike – Compagna di viaggio

Per il mio lungo viaggio, mi affiderò ad una cicloturismo 24 rapporti della Bianchi, la Camaleonte Sport 1.  La mia compagna di viaggio in questa avventura, rappresenta un buon connubio tra ciclocross e turismo, con telaio in alluminio e forcella in carbonio, ruote e manubrio da corsa ma con una posizione più comoda per sopportare le tante ore di pedalata che accumulerò giorno dopo giorno.

Timing – Data di partenza e durata stimata

La data di partenza è il 25 febbraio 2017. Stimo di percorrere quasi 2500 km al mese, che per un ciclista non sono sicuramente inaffrontabili, ma per un cicloturista con 40-50 kg di bagaglio sulla bici e le difficoltà che si presenteranno durante il percorso, non sono sicuramente una quantità banale di km.

Ho messo in preventivo circa più di 150.000 km totali, 30.000 km l’anno, quindi con il margine d’errore dato dal caso circa 5/6 anni.

E’ chiamato margine d’errore questa imprecisione su tempi e kilometri, ma in realtà tale imprevedibilità è la ragione per cui si è spinti a partire: il caso, l’avventura, l’imprevisto, le stagioni, le persone, gli infortuni, i paradisi terrestri, le strade che le cartine non segnano ma che si vorranno percorrere o le strade segnate su qualche mappa poi inesistenti nella realtà.

Countries (Way) – Paesi da attraversare (Tragitto)

Italia (Sassuolo), Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Grecia, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Cina, Tibet, India, Sri Lanka, Nepal, Cina, Laos, Tailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, (Australia?), Filippine, Cambogia, Vietnam, Cina, Taiwan, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone, Alaska, Canada, Stati Uniti, Messico, Cuba, Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Panamà, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile, Argentina, Uruguay, Brasile, Sudafrica, Mozambico, Zambia, Tanzania, Kenia, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Camerun, Ciad, Niger, Burkina Faso, Mali, Senegal, Mauritania, Marocco, Spagna, Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Irlanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Russia, Bielorussia, Polonia,  Germania, Austria, Italia (Sassuolo)

EVENTI IN PROGRAMMA

•        21 FEBBRAIO 2017 ORE 20.30 Sala “Gian Paolo Biasin”  Via Rocca 22, SASSUOLO

“ATTRAVERSANDO IL MONDO IN BICICLETTA CON CHERIF”

 

•        25 FEBBRAIO 2017 ORE 09.00/13.00 Piazza Garibaldi, SASSUOLO

“PARTENZA DI ATTRAVERSANDO IL MONDO IN BICICLETTA CON CHERIF”

 

 

 




Linea Radio Multimedia srl • P.Iva 02556210363 • Cap.Soc. 10.329,12 i.v. • Reg.Imprese Modena Nr.02556210363 • Rea Nr.311810
Tutti i loghi e marchi contenuti in questo sito sono dei rispettivi proprietari.
supplemento al quotidiano Sassuolo2000.itReg. Trib. di Modena il 30/08/2001 al nr. 1599 - ROC 7892 • Direttore responsabile Fabrizio Gherardi
Il nostro news-network: Sassuolo 2000 - Modena 2000 - Bologna 2000 - Reggio 2000 - Carpi 2000 - SassuoloOnLine
© 2017 · RSS PAGINA DI MODENA · RSS ·
• 12 query in 0,288 secondi •