Home Bologna Rapporto sulle dipendenze 2007: Bologna in controtendenza

Rapporto sulle dipendenze 2007: Bologna in controtendenza


Aumentano gli interventi del 118 per patologie legate all’abuso di droga, e diminuiscono i casi di overdose, diminuiscono le infezioni da HIV e da epatite, aumenta il numero di consumatori problematici di cocaina e aumentano anche gli accessi ai Pronto Soccorso.
Sono alcuni dei dati presentati oggi del Rapporto 2007 sulla dipendenze in area metropolitana dell’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano per le Dipendenze Patologiche, dell’Azienda USL di Bologna, diretto da Raimondo Maria Pavarin.


Tra i dati principali: aumentano gli interventi del 118 per casi di overdose e diminuiscono i decessi. Dopo l’aumento registrato a partire dal 2003, con il picco nel 2006, nel quale si sono registrati 30 morti, i decessi nel 2007 sono scesi a 14. Complessivamente il 37% degli interventi del 118 nella città di Bologna è stato nella zona di Piazza Verdi e vie adiacenti (dove è in aumento), il 15% nella zona della Stazione Ferroviaria e vie adiacenti, il 10% nell’area di via Don Minzoni (dove è in diminuzione). Confrontando l’andamento dei decessi a Bologna con quello nazionale, osserviamo l’aumento anomalo nella nostra città nel periodo 2004/2006 e la diminuzione nel 2007 rispetto all’aumento del dato nazionale.
La particolarità di Bologna è data dall’alta percentuale di non residenti, 45% da fuori regione, e stranieri, 14%, il doppio rispetto alla media nazionale, tra i deceduti.

Tra i 3226 utenti SERT si segnala la diminuzione del numero dei positivi all’epatite C e all’HIV sia tra i soggetti già in carico sia tra i nuovi contatti: sono i dati più bassi in assoluto negli ultimi dieci anni: nel 2007, tra i nuovi contatti solo 7 casi di HIV e 51 di Epatite C, nel 2006 erano rispettivamente 20 per HIV e 103 per Epatite C).

Tra le novità messe in luce dallo studio, il modo di consumare eroina da parte dei nuovi consumatori problematici: non per via endovenosa, in modo da non rischiare l’AIDS, non sniffata, ma inalata, vale a dire riscaldata in un contenitore di alluminio o stagnola e aspirata. Al contrario di quanto pensa chi utilizza questo metodo, però, il rischio di sviluppare successivamente dipendenza non è inferiore quello della iniezione.

Un dato interessante riguarda infine gli stranieri: aumenta al 5.7 per mille il numero di consumatori problematici, ma rimane comunque al di sotto del dato sugli italiani (a Bologna) che è del 8.5 per mille residenti.