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Codice strada: Asaps dice no ai 150km/h

“I 150 all’ora sono solo una deplorevole valvola di sfogo in un sistema stradale pericoloso e ormai collassato anche nella rete autostradale, nel quale non è importante tanto arrivare prima, ma semplicemente arrivare”.

Il presidente dell’Asaps (Associazione amici polizia stradale), Giordano Biserni, torna a criticare il prossimo ‘via libera’ ai 150 km/ora su alcuni tratti autostradali, sulla base di una serie di condizioni poste in una circolare dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi.

Secondo l’Asaps, il nuovo limite “consentirà di viaggiare fino a 200 km/ora senza sanzioni di rilievo e senza ritiro di patente fino a 201 km/ora. La ‘terribile’ sanzione sarà di appena 137,55 euro e due punticini per la patente, esattamente gli stessi previsti per chi non indosserà il giubbotto retroriflettente mentre posiziona il triangolo per cambiare una gomma. Risibile”.

Biserni rileva che l’Italia sarà il solo Paese Ue ad adottare il nuovo limite, “proprio mentre vari studi nell’ambito della comunità sottolineano come una riduzione della velocità media di 5 km nelle strade extraurbane e autostrade da sola farebbe diminuire la mortalità in Europa di circa 10.000 vittime”. Per l’Asaps, inoltre, “non può essere invocata la qualità delle strade, giudicate migliori rispetto al passato. Le autostrade italiane, anche quelle a tre corsie, risulta siano state costruite per una velocità massima ideale di 140 km/ora. Altri Paesi Ue hanno una rete stradale ben migliore della nostra e non pensano neppure lontanamente di elevare i limiti”.

Inoltre “l’effetto psicologico di traino (negativo) sarà deleterio anche per tutte le altre strade”, e “le distanze di sicurezza dovranno aumentare notevolmente”, sottolinea il presidente dell’associazione, che aggiunge: “Poiché saranno competenti ad adottare la decisione finale le concessionarie autostradali, potrebbero verificarsi decisioni a macchia di leopardo, magari con difformi provvedimenti tra concessionario e concessionario, lungo la stessa direttrice autostradale. Insomma – sostiene Biserni – una sorta di federalismo autostradale”.




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